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Serie A

Calcio, come funziona il fuorigioco semiautomatico che sta rivoluzionando le decisioni arbitrali

Dal tracciamento degli arti alle telecamere HD: perché il nuovo sistema piace (quasi) a tutti

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Arbitro Calcio

Nel calcio moderno il VAR ha cambiato molte cose, ma il confine fra essere in gioco o no resta spesso fonte di errori, polemiche e discussioni infinite. Per risolvere questo, è arrivato il “fuorigioco semiautomatico” (o semi-automated offside technology, SAOT). Un sistema che promette di rendere il fuorigioco più preciso, più veloce e – si spera – meno controverso.

Ecco come è nato, come funziona, i vantaggi (e anche i limiti) di questa novità che sta già influenzando Serie A, Champions, Mondiali.

Che cos’è il fuorigioco semiautomatico

È una tecnologia che combina telecamere ad alta definizione installate negli stadi (di solito 10-12) che tracciano ogni calciatore e la palla in 50 frame al secondo.

Ogni giocatore viene seguito tramite una serie di punti dati corporei (intorno a 29), che misurano posizione degli arti, movimento, distanza rispetto al pallone e agli altri difendenti.

I dati raccolti vengono elaborati in tempo reale da un software che lavora insieme al VAR per segnalare situazioni potenzialmente di fuorigioco, mostrando una ricostruzione grafica.

Dove si usa e dove è già operativo

In Serie A è attivo da qualche stagione: le partite vengono monitorate con SAOT per rendere il lavoro del VAR più rapido e affidabile.

È stato sperimentato anche nei Mondiali, nelle competizioni UEFA, nella Supercoppa Europea e in altri match internazionali.

Vantaggi del sistema

  • Maggiore precisione: si eliminano errori di millisecondi, di posizionamento e di prospettiva che spesso confondono gli arbitri.
  • Decisioni più rapide: aiuta il VAR a individuare più rapidamente se c’è fuorigioco, velocizzando le revisioni.
  • Tracciamento completo: considera posizioni degli arti, del corpo, e dei giocatori coinvolti, riducendo i margini di errore.

I limiti e le critiche

Resta la soglia umana: quando il sistema segnala “potenziale fuorigioco”, l’arbitro e il VAR devono comunque valutare se il giocatore abbia parte attiva nell’azione.

Il sistema ha costi elevati: installazione, manutenzione, software e formazione. Non tutti gli stadi sono pronti.

In alcuni casi si registrano ritardi dovuti a problemi tecnici o strutturali.

Perché è importante

Il fuorigioco è una delle regole più delicate: decide gol, cambia partite. L’errore umano può generare polemiche, ma la tecnologia cerca di ridurre quella componente soggettiva.

È un’evoluzione naturale del calcio che unisce tradizione e innovazione, restituendo chiarezza e credibilità alle decisioni arbitrali.

Possibili sviluppi futuri

  • Migliori rilevamenti in ambienti complessi: stadi coperti male, condizioni di luce difficili, presenza di pubblico.
  • Integrazione con realtà aumentata: per rendere le grafiche visibili anche al pubblico in diretta.
  • Standard globali: per evitare interpretazioni diverse nei vari campionati.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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