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Serie A

Como, ambizioni europee e sogni in grande: “Vogliamo diventare una destinazione del turismo calcistico”

Il presidente Suwarso punta sull’identità, i giovani e l’autosostenibilità: “Messi? Sarebbe un sogno, ma serve concretezza”

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Stadio Sinigaglia Como

Il Como guarda al futuro con ambizione e idee chiare. Il club lariano ha ottenuto ufficialmente la licenza UEFA per la stagione 2025-2026, un passo fondamentale che certifica il rispetto di tutti i criteri richiesti per accedere alle competizioni europee. Un traguardo che non rappresenta un punto d’arrivo, ma piuttosto l’inizio concreto di un progetto a lungo termine che mira a fare del Como una delle realtà più innovative del calcio italiano.

Licenza UEFA e investimenti: Como si prepara all’Europa

La concessione della licenza UEFA non è soltanto un riconoscimento formale, ma una prova tangibile del consolidamento strutturale e finanziario del club. Impianti, gestione economica, sostenibilità e trasparenza: tutto è stato valutato positivamente dalle commissioni preposte. Il Como, dunque, è pronto a cogliere ogni opportunità sul campo, consapevole che le basi sono ora solide.

“Cento milioni spesi sono tanti? Non se si guarda al lungo termine”, ha dichiarato il presidente Mirwan Suwarso in un’intervista rilasciata a La Stampa. “Abbiamo acquistato molti giovani, l’idea è aprire un ciclo e valorizzarli. Vogliamo creare una squadra eccitante, in grado di crescere con calma e autofinanziarsi”.

Identità, visione e valorizzazione: il ruolo chiave di Fabregas

Elemento centrale nel progetto lariano è l’allenatore Cesc Fabregas, figura in grado di catalizzare esperienza internazionale e spirito innovativo. Suwarso ha spiegato come il rapporto con l’ex campione del mondo sia “ottimo”, sottolineando la sua importanza non solo dal punto di vista tecnico, ma anche nella definizione della mentalità e dell’identità del club.

“Gli abbiamo chiesto di migliorarci anche fuori dal campo. Ha parlato con altre squadre, ma solo per routine. Noi abbiamo creduto nella sua visione sin dall’inizio”, ha sottolineato il patron, rispondendo alle voci di un possibile addio estivo.

Il sogno Messi e la realtà Nico Paz: tra suggestioni e costruzione

Il Como sogna in grande, ma resta con i piedi per terra. L’ipotesi Leo Messi, presente a Como come ospite della moglie di Fabregas, è stata commentata dallo stesso Suwarso: “Sarebbe un sogno, ma perché dovrebbe lasciare tutti quei soldi? Non abbiamo avuto contatti con lui”. Un’affermazione che serve anche a ridimensionare l’hype, pur lasciando intravedere l’appeal crescente della società.

Molto più concreta, invece, è la strategia su Nico Paz, talento argentino di proprietà del Real Madrid. Il Como è al lavoro per trattenerlo e liberarsi dalla clausola di recompra a favore dei blancos. “Gli incontri fin qui sono stati positivi, ma ci vorrà tempo”, ha spiegato Suwarso.

Stadio, biglietti e turismo calcistico: la visione a lungo termine

Uno degli aspetti più innovativi del piano lariano riguarda il connubio tra calcio e turismo. Il presidente Suwarso ha ribadito l’intento di fare del Como una vera e propria destinazione per il turismo calcistico, con l’obiettivo di attrarre tifosi e appassionati da tutta Europa.

In questa direzione vanno anche le scelte legate agli abbonamenti, con un’idea sorprendente già in cantiere: “Entro tre anni i biglietti per la Curva saranno gratuiti”, ha annunciato Suwarso. Una strategia che punta a fidelizzare la tifoseria e costruire una comunità locale ancora più radicata e partecipativa.

Como, ambizioni da grande: l’Europa non è più un miraggio

Con la licenza UEFA in tasca, una proprietà solida e progettuale, una squadra giovane ma in crescita, e un tecnico come Fabregas alla guida, il Como è pronto a ritagliarsi uno spazio importante anche fuori dai confini nazionali. Le parole del presidente Suwarso non lasciano dubbi: “L’obiettivo è diventare una società redditizia, emozionante e capace di attrarre interesse internazionale. E ci riusciremo con idee, non solo con i soldi”.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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