Serie A
Bologna, ritorno di fuoco: Immobile riparte dall’Olimpico e Italiano si fida del suo killer d’area
L’ex Lazio torna in Italia per dimostrare di essere ancora decisivo. I rossoblù lo accolgono come uomo simbolo e il tecnico lo esalta: “Ha i dati di un ventenne”
C’è un momento, nella carriera di ogni grande attaccante, in cui le scelte non sono più solo di campo. Sono di cuore, di testa, di orgoglio. E così, Ciro Immobile ha deciso di tornare. Di rimettere piede in Italia, di respirare l’aria della Serie A e provare a zittire ogni dubbio. Dopo un anno in Turchia e 19 gol segnati con la solita fame, il bomber di Torre Annunziata ha scelto il Bologna come nuova casa. E, soprattutto, ha scelto Vincenzo Italiano.
Un feeling che promette bene, almeno sulla carta. Perché se c’è un allenatore che ha saputo valorizzare attaccanti puri, verticali, affamati come Ciro, è proprio lui. Uno che fece esplodere Vlahovic sotto la Cupola del Brunelleschi, e che ora spera di scrivere un’altra storia di gol, stavolta sotto le Due Torri.
Un ritorno che profuma di sfida: Bologna, tappa di rinascita
Il matrimonio tra Immobile e il Bologna non è solo il colpo dell’estate rossoblù. È una dichiarazione d’intenti. Perché l’ex Lazio ha ancora qualcosa da dire, e vuole farlo nel modo che gli riesce meglio: gonfiando la rete. Italiano lo ha capito subito, e non ha mai avuto dubbi su di lui: “Ha grande ritmo e intensità, ha i dati di un ventenne. L’ho visto affamato, fa ancora quei movimenti che lo hanno reso uno dei migliori in Italia. Farà molti gol, ha la voglia di un ragazzino”.
Difficile immaginare parole migliori per descrivere un calciatore spesso sottovalutato fuori dai confini della capitale, ma che in Serie A ha scritto pagine indelebili: quattro volte capocannoniere, un titolo europeo con l’Italia, 206 gol nel massimo campionato. E ora, dopo un’estate di scetticismo e incertezze, Immobile ha già iniziato a zittire tutti, come sempre.
Un’estate di gol e sorrisi: la risposta di Ciro è sul campo
I numeri amichevoli lasciano sempre il tempo che trovano. Ma non sono mai banali. Immobile ha segnato in quasi tutte le uscite precampionato, mostrando brillantezza nei movimenti e una voglia che, a detta dello stesso Italiano, “non ha perso un grammo di intensità”. Nell’ultima uscita a Casteldebole contro il Medicina Fossatone ha messo a segno una doppietta, lasciando il segno con la naturalezza di chi non ha bisogno di presentazioni.
Già contro l’Ofi Creta, nel test più probante dell’estate, era sembrato tra i più vispi in campo, negato solo dalla serata super del portiere greco. Ma al di là dei numeri, è l’atteggiamento che colpisce: Immobile si è calato nel gruppo con umiltà e determinazione. Niente pretese, solo voglia di tornare a sentirsi protagonista.
Immobile-Bologna, le premesse: Italiano e l’arte di valorizzare il centravanti
Il sistema di gioco di Italiano non è mai stato semplice per chi gioca spalle alla porta. Lo sa bene chi ha vissuto l’anno scorso a Bologna e anche a Firenze. Attaccanti come Castro o Jovic, più abili nel cucire, hanno faticato a trovare continuità. Ma con Ciro è diverso.
Immobile è un attaccante “alla Vlahovic”: meno associativo, ma devastante in campo aperto. La verticalità del gioco di Italiano, le sue trame rapide, la pressione alta e i ribaltamenti fulminei possono essere perfetti per le caratteristiche del centravanti campano. E se il precedente con il serbo è un indizio, i tifosi felsinei possono davvero iniziare a sognare.
